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Sovraindebitamento delle aziende non fallibili

La crisi delle imprese non fallibili. Come uscirne utilizzando la Legge 3 del 2012. I debiti bancari possono essere abbattuti anche con questa normativa.

Sovraindebitamento delle aziende non fallibili

La crisi economica che ha colpito l'intero globo dal 2008 non accenna a terminare, nonostante i proclami dei politici di turno che fanno a gara a sostenere, con dati discutibili, la ripresa dell'economia.
Una legge di portata europea potrà, in ogni caso, aiutare i soggetti privati e le aziende non fallibili ai sensi dell'articolo 1 della Legge Fallimentare, a sostenere i propri debiti.
In questo articolo vedremo come può la Legge sul sovraindebitamento (Legge 3 del 2012) aiutarvi a fare fronte ai debiti contratti.

Quali sono i soggetti che possono accedere alla Legge 3 del 2012?

I soggetti appartenenti a queste categorie:

  • le persone fisiche;
  • le società commerciali che hanno avuto negli ultimi tre esercizi un fatturato inferiore a 300.000 euro, dei ricavi lordi inferiori a 200.000 euro e debiti scaduti inferiori a 500.000 euro;
  • le aziende agricole;
  • i professionisti;
  • gli artigiani;
  • le start up innovative.
Per accedere alla Legge 3 del 2012 si deve essere sovraindebitati.

Chi è un soggetto sovraindebitato?

Colui che non riesce a far fronte ai debiti contratti con le proprie entrate e con il patrimonio prontamente liquidabile. In parole semplici chi ha uscite maggiori delle proprie entrate e pur liquidando il suo patrimonio non riuscirebbe a farvi fronte.
In sintesi il soggetto dovrebbe essersi indebitato con la ragionevole certezza di poter pagare i propri debiti e poi per eventi a lui non imputabili (la crisi economica, la perdita del posto di lavoro, la contrazione del fatturato) non ha potuto far fronte ai debiti precedentemente contratti. In questo caso il soggetto si definisce meritevole e può presentare la richiesta di accesso alla procedura della Legge 3 del 2012.
Inoltre il soggetto richiedente non deve avere effettuato, negli ultimi 5 anni, atti in frode dei creditori, vale a dire che non deve aver distratto in favore di terzi il proprio patrimonio per sottrarlo alla aggressione dei creditori.
Infine la proposta da proporre ai creditori deve essere soddisfacente per gli stessi quantomeno in misura maggiore della esecuzione forzata del patrimonio. In sostanza la proposta di pagamento fatta ai creditori deve indicare un piano di pagamenti con importi più alti di quelli che il creditore realizzerebbe con l'esecuzione forzata del patrimonio, deve essere conveniente per i creditori.

In Italia ci sono circa 1.400.000 famiglie sovraindebitate e oltre 2.000.000 di aziende in crisi.
Tutti questi soggetti, qualora rispettino i requisiti indicati di non fallibilità, possono proporre accesso alla Legge 3 del 2012.

Quali sono le procedure che la Legge 3 del 2012 prevede?

La legge prevede 3 diverse procedure:

  • il piano del consumatore;
  • l'accordo di ristrutturazione;
  • la procedura liquidatoria.

Il piano del consumatore.

Il piano del consumatore è attuabile solo dalla persona fisica o dall'imprenditore che ha contratto debiti estranei all'attività imprenditoriale. Anche il ricorrente imprenditore può accedere al piano del consumatore. l'importante è che chieda la procedura solo per i debiti contratti al di fuori dell'attività imprenditoriale.

Il piano del consumatore prevede la presentazione di un piano per pagare i propri debiti alle scadenze previste nel piano con il vantaggio di poter dilazionare ed abbattere gran parte dei debiti. Si pagherà, infatti, l'importo dei debiti pari al valore del patrimonio del ricorrente.
Ad esempio se il ricorrente ha circa 300.000 euro di debiti ed un patrimonio stimabile in euro 150.000 potrà pagare soltanto 150.000 euro di debiti ma cancellando tutti i 300.000.
In pratica pagando il 50% dei debiti, alle scadenze indicate dal debitore nel piano, si possono cancellare debiti per il doppio.

Gran parte dei debiti contratti dalle famiglie sono debiti bancari e finanziari che possono essere abbattuti utilizzando la procedura di cui alla Legge 3 del 2012.
Il piano va presentato dal debitore ed una volta che viene omologato diviene esecutivo. Una volta che viene omologato dalla procedura il piano del consumatore permette di bloccare i pignoramenti mobiliari e immobiliari.

L'accordo di ristrutturazione dei debiti.

Possono presentarlo sia le persone fisiche che le aziende non fallibili. In pratica si propone un accordo con i creditori per pagare i propri debiti, un po come si fa nei concordati fallimentari. Quando si raggiunge la percentuale dei creditori pari al 60% del debito il piano viene omologato. L'accordo vincola anche i creditori che non hanno votato parere favorevole al piano.

La sola presentazione dell'accordo con i creditori sospende le procedure esecutive.

La liquidazione del patrimonio.

Alla liquidazione possono accedere sia le persone fisiche che le imprese non fallibili.
Si procede alla liquidazione, attraverso la procedura, del patrimonio totale o parziale, a seconda dei casi, per poter pagare i debiti contratti.

Perché un soggetto dovrebbe liquidare il proprio patrimonio per pagare i propri debiti?
Con un esempio spiegheremo la convenienza di tale procedura rispetto alla esecuzione forzata da parte del creditore.
Supponiamo che un soggetto abbia un debito con una banca di euro 200.000 euro. La banca, che ha l'iscrizione ipotecaria di primo grado sull'immobile per il quale ha concesso il mutuo, potrebbe, qualora il mutuatario non paghi un tot di rate, procede alla vendita forzosa dell'immobile.
L'immobile in questione vale circa 100.000 euro.
Qualora la banca venda all'asta l'immobile in questione la stessa rimarrà creditore nei confronti del soggetto di ulteriori 100.000 euro. Pertanto il soggetto non avrà possibilità di accesso al credito fino alla totale estinzione dei debiti, e non potrà intestarsi proprietà fino alla cancellazione del debito. Qualora invece il soggetto volesse liquidare il proprio patrimonio attraverso la Legge 3 del 2012, facendo vendere la casa dalla procedura cancellerebbe tutto il debito contratto pari a 200.000 euro.

Si parla pertanto di nuova vita, fresh start.

Come possiamo aiutarti

Lo Studio Giansalvo, attraverso RESET, marchio di una società amministrata dal Dott. Roberto Giansalvo, aiuterà il ricorrente nella presentazione del piano e della presentazione, attraverso legali in convenzione, della proposta di piano in Tribunale.

Abbiamo già aiutato numerosi soggetti ad uscire dalla morsa dei debiti, valuta anche tu se puoi accedere a questa normativa facendo una analisi di fattibilità.

Il presente articolo costituisce una libera interpretazione dell’Autore basata sulla propria esperienza professionale della materia.
Esso non può intendersi quale parere legale. Per qualsiasi approfondimento si invita a rivolgersi ad un legale esperto in diritto bancario per gli approfondimenti del caso.
L'articolo deve essere letto con riferimento alla sua data di redazione in quanto la materia è soggetta a continue e difformi interpretazioni giurisprudenziali.

 

Questo articolo è stato scritto per un pubblico non professionale. Di seguito è possibile trovare altri articoli che trattano lo stesso argomento.

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